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Assistenza negli Stati membri dell’Unione Europea
Assistenza nei Paesi in convenzione bilaterale di sicurezza sociale
Assistenza nei Paesi dove non vigono convenzioni di sicurezza sociale
Assistenza sanitaria all’estero diversa dal soggiorno temporaneo (lavoratori distaccati, pensionati, residenti all’estero, familiari di lavoratori di diritto italiano che risiedono in un Paese diverso da quello del lavoratore, studenti, ecc.)
Assistenza agli emigrati italiani (iscritti all’A.I.R.E.) che rientrano temporaneamente in Italia
Cure programmate all’estero
Direttiva 2011/24/UE del 9.3.2011 Applicazione dei diritti dei pazienti relativi all'assistenza sanitaria transfrontaliera
 

 

L’ufficio è aperto LUNEDI', MARTEDI' e GIOVEDI' mattina dalle 9.30 alle 12.00.

  • Rilascio di modelli per assistenza sanitaria all’estero
  • Iscrizione di cittadini stranieri muniti di modelli rilasciati da istituzioni estere
  • Richieste di rimborso spese sanitarie sostenute fuori regione o all’estero
  • Richieste di autorizzazione per ricoveri di alta specializzazione all’estero

Per informazioni è possibile telefonare al numero 0341482280 negli stessi orari di apertura.




Assistenza negli Stati membri dell'Unione Europea

Tutti i cittadini regolarmente iscritti al Servizio Sanitario Nazionale (SSN), ricevono per posta la Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM) che permette di accedere ai servizi sanitari nei Paesi dell’Unione Europea (Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia dal 1° luglio 2013, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria), dello Spazio Economico Europeo (Islanda, Liechtenstein, Norvegia) e della Svizzera.
La TEAM dà diritto alle prestazioni medicalmente necessarie durante un temporaneo soggiorno in uno Stato membro dell’U.E., alle stesse condizioni del cittadino residente nel Paese in cui ci si trova.
Nel caso in cui l’assistito non abbia ricevuto la TEAM e debba recarsi in uno degli Stati sopra elencati, dovrà richiedere il “Certificato Sostitutivo Provvisorio di Tessera Europea”. Per la richiesta della TEAM o del certificato sostitutivo, i cittadini iscritti ATS Brianza  devono rivolgersi agli sportelli dei presidi ASST di appartenenza.
Le persone che necessitino di dialisi o di ossigenoterapia è opportuno che accertino preventivamente la possibilità di effettuare le prestazioni nel Paese in cui si recano nonché la disponibilità della struttura ospedaliera.
La TEAM non può essere utilizzata per le cure programmate, ovvero se lo scopo del viaggio è quello di ricevere cure; per le cosiddette cure di “alta specializzazione”, invece, è necessaria una preventiva autorizzazione rilasciata dall’ATS (per i dettagli vedi specifica CURE PROGRAMMATE)



Assistenza nei Paesi in convenzione bilaterale di sicurezza sociale
I Paesi in cui è in vigore una convenzione bilaterale con l´Italia per l´assistenza sanitaria sono: Australia, Brasile*, Serbia-Montenegro*, Bosnia-Erzegovina*, Principato di Monaco - Montecarlo, Repubblica di Macedonia*, Repubblica di San Marino, Argentina**, Capo Verde, Città del Vaticano, Tunisia***.
* Per questi Paesi la convenzione si applica solo ai lavoratori del settore privato e alle categorie di lavoratori autonomi assimilate ai lavoratori subordinati.
** Hanno diritto solo i pensionati di tutte le categorie e loro familiari a carico.
*** Tunisia: è garantita l’assistenza sanitaria per temporaneo soggiorno limitato solo ai lavoratori occupati nel territorio dell’altro Stato ed i familiari che risiedono con il lavoratore; in breve, possono ottenere il modello solamente i lavoratori tunisini occupati in Italia ed i lavoratori italiani occupati in Tunisia ed i loro familiari conviventi.
Deve essere preventivamente richiesto un attestato di diritto agli uffici competenti del proprio Distretto di riferimento. Per informazioni rivolgersi al Dipartimento di Cure Primarie.


Assistenza nei Paesi dove non vigono convenzioni di sicurezza sociale
Non è prevista nessuna forma di copertura sanitaria per soggiorno temporaneo.
Può essere richiesta solo in caso di distacco di:
- lavoratori (dipendenti privati, autonomi e liberi professionisti, dipendenti pubblici)
- studenti titolari di borsa di studio.
Per i lavoratori distaccati deve essere preventivamente emesso l’attestato ai sensi del D.P.R. 618/80 compilato a cura del datore di lavoro. Il modello va poi presentato in duplice copia al Dipartimento Cure Primarie (tel.039 2384225 - 0341/482212 mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).
Gli studenti titolari di borsa di studio devono presentare la certificazione dell’Università della titolarità della borsa di studio e recarsi presso il Dipartimento Cure Primarie per la formalizzazione della pratica.
L’assistenza è erogata in forma indiretta: si anticipano le spese e poi si chiede il rimborso agli uffici consolari/ ambasciate italiani all’estero. Gli stessi Uffici provvedono a trasmettere la domanda di rimborso al Ministero della Salute.
N.B.: Quando il cittadino si reca all’estero per un periodo di almeno 30 giorni l’assistenza del medico di medicina generale/ pediatra viene sospesa. Al momento del rientro occorre dare comunicazione agli uffici competenti del proprio distretto di appartenenza.

Assistenza sanitaria all’estero diversa dal soggiorno temporaneo (lavoratori distaccati, pensionati residenti all’estero, familiari di lavoratori di diritto italiano che risiedono in un Paese diverso da quello del lavoratore, studenti, ecc.)
Data la complessità dell’argomento, si consiglia di visitare il sito internet del Ministero della Salute (Se parto per ) o rivolgersi direttamente al Dipartimento Cure Primarie (tel.039 2384225 - 0341/482212 mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).


Assistenza agli emigrati italiani (iscritti all’AIRE) che rientrano temporaneamente in Italia
I cittadini italiani e i loro familiari che risiedono all’estero, in Paesi non appartenenti all’Unione Europea o con i quali non vigono convenzioni  bilaterali, in caso di rientro temporaneo in Italia hanno diritto all’assistenza ospedaliera gratuita urgente, limitatamente alle prestazioni in forma diretta nei presidi ospedalieri pubblici e nelle strutture convenzionate (comprese le prestazioni specialistiche ambulatoriali erogate tramite il Pronto Soccorso) per un massimo di 90 giorni nell’anno in corso.
Decorso il termine dei 90 giorni di validità assistenziale, agli interessati sono assicurate le prestazioni urgenti con oneri a carico degli stessi.
Destinatari dell’assistenza sono esclusivamente i cittadini italiani iscritti all’A.I.R.E. titolari di pensione corrisposta da ente previdenziale italiano e coloro che hanno lo status di emigrato.
Documenti necessari:
• documento di identità valido;
• dichiarazione rilasciata dall’interessato attestante l’inesistenza di un diritto al rimborso delle prestazioni sanitarie fruite in virtù di una copertura assicurativa, sia pubblica che privata, nel Paese di residenza e i periodi di assistenza eventualmente già fruiti nel corso dell’anno anche presso altre aziende sanitarie.

Cure programmate all'estero
Gli assistiti residenti nell’ambito territoriale della Provincia di Lecco e di Monza e Brianza  che intendono accedere a cure di alta specializzazione all’estero devono presentare domanda di autorizzazione; tale domanda deve essere corredata della richiesta del medico specialista (italiano o straniero) di struttura pubblica attestante la necessità e la fattibilità della cura nel luogo estero e deve essere indicata la data relativa alla cura che verrà eseguita presso il Centro estero.
A seguito di parere favorevole espresso dal Centro di Riferimento, all’assistito verrà rilasciato il modello S2 (ex E112) se trattasi di centro convenzionato europeo o lettera di autorizzazione se centro extraeuropeo o non convenzionato. In quest’ultimo caso l’assistito dovrà anticipare le spese e al rientro chiederà il rimborso (previsto nella misura dell’80% del costo complessivo).

Ricovero effettuato senza preventiva autorizzazione
Se l’assistito, per motivi dovuti all’urgenza, ha usufruito di cure all’estero senza autorizzazione preventiva, può richiedere il rimborso degli oneri sostenuti presentando successivamente alla cura la richiesta di rimborso correlata alla relazione scritta dal responsabile medico della struttura estera e la fattura quietanzata originale. La pratica viene trasmessa al Centro di Riferimento per ottenere il parere e una volta ottenuto si procede alla liquidazione del rimborso.

Rimborso oneri sostenuti
Per ottenere il rimborso gli assistiti, dopo aver ricevuto le cure all’estero, devono presentare la relativa domanda (vedi allegato). Tale domanda dovrà essere corredata dalle fatture quietanzate riportanti gli oneri derivanti dalle cure, le eventuali fatture


DIRETTIVA 2011/24/UE del 9.3.2011
APPLICAZIONE DEI DIRITTI DEI PAZIENTI RELATIVI ALL'ASSISTENZA SANITARIA TRANSFRONTALIERA

Con D. Lgs. 4 marzo 2014, n. 38, sono state recepite la direttiva 2011/24/UE riguardante l'applicazione dei diritti dei pazienti relativi all'assistenza sanitaria transfrontaliera nonché la direttiva 2012/52/UE concernente misure destinate ad agevolare il riconoscimento delle ricette mediche emesse in un altro Stato membro.

Si ricorda che l’assistenza sanitaria transfrontaliera è già garantita :

• dai regolamenti comunitari n. 883/2004 e n. 987/2009 che prevedono sia la possibilità di usufruire di prestazioni sanitarie "necessarie" durante temporanei soggiorni (turismo, studio, lavoro) che di prestazioni sanitarie "programmate" durante trasferimenti per cure in uno degli Stati dell'Unione europea, in Svizzera e in uno dei Paesi dello Spazio Economico Europeo (Norvegia, Islanda e Liechtenstein);
• dalle Convenzioni bilaterali di sicurezza sociale con i Paesi in Convenzione (Capo Verde, Bosnia Erzegovina, Serbia, Montenegro, Principato di Monaco, Rep. San Marino, Tunisia, Brasile e Australia) a seconda della specifica categoria di assistiti e secondo quanto previsto dalla singola convenzione;
• dal D.M. 3.11.89 (cosiddetta assistenza in forma indiretta) quando l'assistito chiede di usufruire di prestazioni all'estero in strutture sanitarie private non convenzionate senza scopo di lucro, che si trovino in un Paese U.E., in strutture sanitarie private non convenzionate

Si precisa che la direttiva non si applica:

- ai servizi assistenziali di lunga durata il cui scopo sia di sostenere le persone che necessitano di assistenza nello svolgimento di compiti quotidiani e di routine;
- all'assegnazione ed accesso agli organi ai fini dei trapianti di organo;
- ai programmi di vaccinazione contro le malattie contagiose, volti esclusivamente a proteggere la salute della popolazione nel territorio nazionale e subordinati ad una pianificazione e a misure di attuazione specifiche.

In attesa dell'adozione da parte del Ministero della Salute, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, di apposite linee guida dirette ad implementare quanto previsto dal Decreto Lgs. 38/2014, attuativo della Direttiva 2011/24/UE, ed ad esplicitare in quali casi si applica detto Decreto e in quali casi i Regg. UE 883/2004 e 987/2009, si forniscono le seguenti indicazioni:
ai sensi dell'alt. 8 del D.Lgs. 38/2014, gli assistiti iscritti nell'anagrafe di una ASL del SSN (cittadini italiani, comunitari, extra-comunitari) che si sono avvalsi dell'assistenza sanitaria transfrontaliera, hanno diritto ad ottenere il rimborso dei costi sostenuti:

• se e nella misura in cui le prestazioni sanitarie fruite siano compresi nei Livelli Essenziali di Assistenza di cui all'art. 1 del D.Lgs. 30 dicembre 1992 n. 502 e successive modificazioni;
• in misura corrispondente alle tariffe regionali vigenti al netto della compartecipazione alla spesa secondo la normativa vigente. In ogni caso, tale rimborsò non può superare il costo effettivo sostenuto.
Ai fini del rimborso ed in attesa dell'individuazione, da parte del Ministero della Salute, delle prestazioni sottoposte ad autorizzazione preventiva, ai sensi dell'art. 9 cc. 2 lettere a,b,c ed 8 del D. Lgs. 38/2014, è necessaria la preventiva autorizzazione della ATS di iscrizione nel caso di prestazioni sanitarie che :

1) comportano il ricovero del paziente per almeno una notte;
2) richiedono l'utilizzo di un'infrastruttura sanitaria o di apparecchiature mediche altamente specializzate e costose, comprese quelle utilizzate nella diagnostica strumentale, con particolare riferimento alle prestazioni di cui agli articoli 3 e 5 della legge 23.10.1985, n. 595 ed ai successivi decreti ministeriali attuativi;
3) richiedono cure che comportano un rischio particolare per il paziente o la popolazione;
4) sono prestate da un prestatore di assistenza sanitaria che potrebbe suscitare gravi e specifiche preoccupazioni quanto alla qualità o alla sicurezza dell’assistenza.

L’autorizzazione preventiva è negata quando (art. 6 e 9):

a) in base ad una valutazione clinica, il paziente sarebbe esposto con ragionevole certezza ad un rischio per la sua sicurezza che non può essere considerato accettabile, tenuto conto del potenziale beneficio per il paziente stesso dell'assistenza sanitaria transfrontaliera richiesta;
b) a causa dell'assistenza sanitaria transfrontaliera in questione, il pubblico sarebbe esposto con ragionevole certezza a notevoli pericoli per la sicurezza;
c) l'assistenza sanitaria in questione è prestata da un prestatore di assistenza sanitaria che suscita gravi e specifiche preoccupazioni quanto al rispetto degli standard e orientamenti relativi alla qualità dell'assistenza e alla sicurezza del paziente, comprese le disposizioni sulla vigilanza, indipendentemente dal fatto che tali standard e orientamenti siano stabiliti da disposizioni legislative e regolamentari o attraverso sistemi di accreditamento istituiti dallo Stato membro di cura;
d) l'assistenza sanitaria in questione può essere prestata nel territorio nazionale entro un termine giustificabile dal punto di vista clinico, tenuto presente lo stato di salute ed il probabile decorso della malattia.
Fatti salvi i casi sopra indicati, l'autorizzazione preventiva non può essere rifiutata quanto la prestazione sanitaria richiesta non può essere prestata sul territorio nazionale entro un termine giustificabile dal punto di vista clinico, sulla base di una valutazione oggettiva dello stato di salute del paziente, dell'anamnesi e del probabile decorso della sua malattia, dell'intensità del dolore e della natura della sua disabilità al momento in cui la richiesta di autorizzazione è stata presentata o rinnovata.

Si sottolinea che eventuali danni alla salute, derivanti da prestazioni sanitarie transfrontaliere di cui si siano avvalsi gli assistiti , non sono in alcun modo imputabili al Servizio Sanitario Nazionale, ancorché le prestazioni stesse siano state preventivamente autorizzate dalla ATS ai sensi degli artt. 9 e 19 del D. Lgs. 38/2014.

L'assistito che chiede la preventiva autorizzazione per la fruizione di cure transfrontaliere ai sensi della direttiva 2011/24/UE, deve presentare domanda presso il Distretto Socio Sanitario competente per territorio utilizzando il modello - DOMANDA PER PREVENTIVA AUTORIZZAZIONE CURE TRASFRONTALIERE DIRETTIVA 2011/24/UE specificando:
- l'indicazione diagnostica o terapeutica;
- la prestazione sanitaria di cui intende usufruire all'estero;
- il luogo prescelto per la prestazione;
- il prestatore di assistenza sanitaria presso cui intende recarsi.

La domanda dovrà essere corredata da certificazione medica (prescrizione del SSN Medico di Medicina Generale o Pediatra di Libera Scelta).
Il Dipartimento di Cure Primarie, dopo aver verificato che la prestazione sanitaria prescritta rientri tra le prestazioni sanitarie comprese nei Livelli Essenziali di Assistenza di cui all'art. 1 del D. Lgs. 30 dicembre 1992 n. 502 e successive modificazioni, comunica l'esito di detta verifica all’assistito e trasmette tutta la documentazione al Centro Regionale di Riferimento competente per la relativa valutazione clinica.
La ATS nel termine di 30 giorni (ridotto a 15 nei casi di particolare urgenza adeguatamente motivati nella domanda di autorizzazione) provvedere a comunicare all'assistito il provvedimento di concessione con indicazione del costo della prestazione ammesso a rimborso (corrispondente alle tariffe regionali vigenti al netto della compartecipazione alla spesa secondo la normativa vigente) o il diniego dell'autorizzazione preventiva debitamente motivato.
Al fine di ottenere il rimborso dei costi sostenuti per l'assistenza sanitaria transfrontaliera ai sensi della direttiva 2011/24/UE, l'assistito, entro 60 gg. dall'erogazione della prestazione, salvo comprovati casi eccezionali, presenta apposita domanda di rimborso al Dipartimento di Cure Primarie utilizzando il modello - Richiesta rimborso direttiva 2011/24/UE - allegando l'originale della certificazione medica e le fatture in originale emesse dal prestatore di assistenza sanitaria debitamente quietanzate.
Il rimborso, corrispondente alla tariffa regionale vigente per la prestazione fruita, al netto della compartecipazione alla spesa secondo la normativa vigente, sarà corrisposto entro 60 gg. dal ricevimento della richiesta. In ogni caso, tale rimborso non può superare il costo effettivo sostenuto.
 

Modulo richiesta rimborso cure occasionali all'estero
Se parto per - Ministero della salute