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ATS BRIANZA LIBERA DA CONTENZIONE? SI PUO’!

Ultimo aggiornamento: 27/01/2020

Il progetto aziendale pluriennale “ATS Brianza libera da contenzione” continua anche nell’anno 2020.


Con il convegno tenutosi a Desio lo scorso 4 dicembre si è chiuso infatti il primo anno di attività, che ha visto il coinvolgimento di due RSA del territorio, RSA Piccolo Cottolengo Don Orione di Seregno (MB) e RSA Luigi e Regina Sironi di Oggiono (LC), per un totale di 178 ospiti ricoverati, che hanno intrapreso con successo un percorso di riduzione della contenzione fisica nelle loro strutture.
I dati presentati a Desio hanno dimostrato che, nelle due RSA coinvolte, la prevalenza del ricorso alla contenzione fisica è passata dal 57 al 31,6 % in una struttura e dal 45,6 al 36% nell’altra, a dimostrazione dell’efficacia di un programma di formazione continua, così come descritto anche in letteratura (Kaohsiung J, 2017).


Vista l’ottimo riscontro e i buoni esiti raccolti durante il primo anno di lavoro, la direzione strategica dell’Agenzia ha deciso di continuare a sostenere e finanziare la prosecuzione del progetto anche per l’anno in corso.
Quest’anno saranno coinvolte altre 6/8 strutture. Nel mese di gennaio è stata inviata a tutte le RSA della ATS la proposta di adesione al progetto, su base volontaria; nel mese di febbraio si selezioneranno le strutture partecipanti al progetto. Dal mese di marzo prenderà avvio il denso programma di formazione, sia residenziale che sul campo, rivolto a tutti gli operatori delle strutture arruolate, volto alla valutazione ed elaborazione di strategie assistenziali e organizzative alternative alla pratica della contenzione fisica.
I risultati dell’efficacia del percorso proposto saranno misurati, come lo scorso anno, confrontando i dati che verranno raccolti all’inizio e alla fine del percorso per valutare la prevalenza degli ospiti contenuti, dei mezzi applicati e le motivazioni che portano gli operatori a contenere.
Tali esiti saranno presentati nel corso di un convegno che si terrà a dicembre 2020.


In questi mesi prenderanno avvio anche iniziative di sensibilizzazione sul tema più ampio della tutela dei diritti delle persone anziane o fragili, tra i quali si inserisce a pieno titolo il diritto di autodeterminazione in campo sanitario, dirette a diverse fasce di popolazione: dagli studenti delle scuole superiori, ai cittadini, alle associazioni di pazienti e familiari.

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Nota:
In questa sezione, negli allegati, è possibile visionare tutto il materiale relativo al percorso realizzato nell’anno 2019, comprese le relazioni presentate nel convegno del 4 dicembre.

 

22 luglio 2019 - Gruppo di Lavoro A. Casè, P. Decò, A. Fascendini, P. Gobbi, E. Guarisco – ATS Brianza

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“If you can dream it, you can do it!”

Prendiamo a prestito questa frase di Walt Disney per presentare il progetto aziendale “ATS Brianza libera da contenzione”, che ha preso il via operativamente nel mese di febbraio 2019 dopo quasi un anno di gestazione.

Il focus del progetto è centrato sulla pratica della contenzione (fisica o meccanica), purtroppo ancora estremamente diffusa tra gli operatori nella gestione sia degli ospiti delle strutture per acuti sia di lunga degenza e quindi anche in quelle ubicate nel territorio dell’ATS Brianza.

La contenzione meccanica viene definita come “qualsiasi azione, procedura o mezzo applicato o adiacente al corpo, che la persona non può controllare o rimuovere facilmente, che impedisce la libertà di movimento atta ad assumere una posizione di scelta e/o l’accesso al proprio corpo” (Bleijlevens MHC et al, 2016)

Culturalmente l’impiego dei mezzi di contenzione è spesso motivato con la necessità di proteggere la persona fragile o anziana dalle conseguenze delle proprie azioni di movimento, soprattutto in presenza di deficit cognitivi o motori, o di disturbi comportamentali. Studi nazionali ed internazionali, alcune esperienze virtuose italiane (Trieste, Padova, Bologna, Golgi – Abbiategrasso) e del nostro territorio (RSA La Madonnina di Vendrogno, Lecco e Villaggio “Il Paese Ritrovato”, Monza) hanno dimostrato che la contenzione può essere superata, nel rispetto dei diritti di libertà e di autodeterminazione garantiti dalla Costituzione Italiana (artt. 13 e 32)

Il superamento di tale pratica è la risultante di una complessa azione che unisce competenze tecniche e modifica di atteggiamenti consolidati attraverso la diffusione di buone prassi, con l’obiettivo finale di un profondo cambio culturale che favorisca il benessere, in termini di serenità e qualità della vita, per i pazienti e gli ospiti nelle RSA e di riflesso per i loro familiari e per gli stessi operatori.

Il progetto “ATS Brianza libera da contenzione” ha visto la luce nel 2018, quando è stato costituito il Gruppo di Lavoro (GdL), formato da operatori di ATS provenienti da diverse Unità Operative/Dipartimenti. L’attuale Direzione Strategica ha condiviso finalità e obiettivi, sia formalizzando il percorso con la delibera n. 184 del 16 marzo 2019, sia finanziando adeguatamente le fasi di attuazione dello stesso.

Il progetto pluriennale mira a “rendere libero” il territorio della ATS Brianza dalla contenzione a partire dalle strutture residenziali per anziani (RSA) per poi contaminare tutti i setting di cura, laddove sono ospitati soggetti fragili.

Alla luce dell’esperienza di Trieste che il GdL ha avuto l’occasione di conoscere direttamente nel novembre scorso è stato stimato un tempo medio di realizzazione del progetto di circa dieci anni.

Dopo la presentazione del progetto alle Associazioni rappresentative delle strutture socio sanitarie del territorio (AGeSPI, Anaste, Aiop, Aris, Arlea-Arsa, Uneba) il percorso è stato perfezionato e condiviso con alcuni esperti (sia clinici, che formatori, interni ed esterni all’Azienda).

Nel mese di aprile 2019 è stata inviata a tutte le RSA del territorio monzese e lecchese (65 strutture in tutto) una lettera di invito ad aderire al progetto.

Quest’anno il progetto ha previsto il coinvolgimento degli operatori di due strutture (RSA pilota). Sono state scelte, tra le richieste di adesione al progetto pervenute, le strutture RSA Piccolo Cottolengo Don Orione di Seregno (MB) e RSA Luigi e Regina Sironi di Oggiono (LC): circa trenta operatori hanno seguito una prima giornata di formazione residenziale il 5 giugno a Civate.

Nello stesso mese sono state effettuate due indagini, quantitativa e qualitativa, presso le RSA pilota, per conoscere la prevalenza dei mezzi di contenzione applicati e le motivazioni che portano gli operatori a contenere gli ospiti piuttosto che adottare strategie alternative riconosciute come efficaci in letteratura. I mesi successivi (luglio – ottobre) saranno dedicati, attraverso momenti di formazione sul campo seguiti direttamente dagli esperti e dal GdL, all’analisi dei dati raccolti al fine di individuare i casi più significativi su cui instaurare la riflessione e studiare le strategie alternative da applicare per ridurre/eliminare la contenzione.

E’ prevista poi la realizzazione di un convegno il 4 dicembre 2019, con coinvolgimento di stakeholders pubblici/privati (ordini professionali, mass media, terzo settore, strutture territoriali etc) per la presentazione dei risultati dello studio (ottenuti confrontando i dati delle indagini ripetute dopo sei mesi dall’avvio del progetto nelle RSA pilota), per l’arruolamento di altre RSA dell’ATS Brianza per l’anno 2020, così da ampliare la sperimentazione; per la sensibilizzazione degli stake-holders coinvolti per allargare il movimento culturale sul tema.

 

Seguiteci, abbiamo bisogno del sostegno e delle migliori energie di tutti per realizzare l’obiettivo “ATS libera da contenzione”

 

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