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L’utilizzo dei droni nelle attività di vigilanza e controllo del Dipartimento Igiene e Prevenzione Sanitaria di ATS Brianza

 

Studiare approcci innovativi e sempre più efficaci per la tutela della salute pubblica, dell’ambiente e la sicurezza dei lavoratori. È questo l’input che ha portato l’Agenzia di Tutela della Salute della Brianza a sperimentare l’utilizzo di droni per le attività di vigilanza e controllo svolte dai propri dipartimenti; una nuova modalità di lavoro che porta questa ATS ad essere ente pilota rispetto a questo tema, con la volontà di creare le condizioni affinchè questo mezzo possa essere impiegato in sanità pubblica.

“L’ATS per il ruolo di programmazione che ricopre – spiega il Direttore Generale dr. Carmelo Scarcella - è chiamata a provare nuove strade, sperimentare percorsi inusuali, per trovare nuove strategie, nuovi strumenti per il benessere generale della popolazione. È questo un aspetto fondamentale dello stile di lavoro della nostra ATS, che non ha paura ha testare percorsi innovativi. Con questo approccio abbiamo dato avvio negli scorsi mesi ad un progetto che prevede l’utilizzo di droni (UAS) per migliorare l’efficacia di diverse nostre unità operative. La disponibilità di UAS e di piloti appartenenti a vari servizi del Dipartimento Igiene e Prevenzione Sanitaria e del Dipartimento Veterinario consente di effettuare in tempi brevi accessi in zone poco accessibili e in quota, senza necessità di ricorrere a mezzi di soggetti terzi e in tutta sicurezza per i nostri operatori. Questa possibilità è particolarmente rilevante quando occorre intervenire per effettuare rilievi nell’immediatezza dell’evento, ad esempio in caso di infortunio sul lavoro. La visuale aerea consente inoltre di valutare in modo ottimale lo stato dei luoghi e di avvicinarsi a strutture o altri materiali da documentare fotograficamente che possono essere difficili da raggiungere con altri metodi”.

Il dr. Roberto Agnesi, referente del progetto entra nello specifico sottolineando come “La possibilità di riprendere immagini dall’alto in alta definizione 4k e da varie angolazioni ruotando attorno ad una struttura, permette di elaborare modelli 3D sui quelli è possibile studiare la geometria dei luoghi ed effettuare anche misure di distanze abbastanza precise in punti poco accessibili. Inoltre, l’uso di UAS elimina il rischio di incidenti per gli operatori di ATS e fornisce un buon esempio per le aziende, in quanto la scelta di metodi alternativi meno pericolosi sono un obbligo per i datori di lavoro quando lo stesso risultato si può ottenere con mezzi o procedure diversi”.

Per elaborare una strategia efficace, nel 2022 il Direttore Generale di ATS Brianza ha formalizzato l’istituzione di un gruppo di lavoro che ha analizzato le opportunità offerte dall’uso di UAS, approfondendo la relativa normativa europea e nazionale e ha acquisito un primo drone Dji Mini SE 3 per avviare la sperimentazione definendo le procedure di uso. Sono stati già individuati e formati un primo gruppo di 13 piloti per il volo in Open Category che stanno utilizzando il dispositivo in questa prima fase. È già in corso l’acquisizione di un altro drone Dji Mavic 3 per ampliare le possibilità di intervento.

Sono davvero molteplici le attività in cui ATS Brianza intende utilizzare questi dispositivi:

Dipartimento Igiene e Prevenzione Sanitaria

  • Controllo di impianti posti all’interno di capannoni industriali, per vigilanza e indagini infortuni.
  • Ricognizione a distanza per rilevare la presenza di cantieri e lavori agricoli.
  • Osservazione a distanza ravvicinata per controllare modalità operative di cantiere e di lavori agricoli.
  • Riprese e applicazione di tecniche di fotogrammetria di luoghi ove sono avvenuti infortuni.
  • Riprese dall’alto di coperture in amianto.
  • Riprese dall’alto in caso sversamenti in acque superficiali poco accessibili.
  • Riprese dall’alto per ricerca zone interessate da colture non autorizzate.

Dipartimento Veterinario

  • Individuazione di allevamenti, soprattutto ovicaprini, equini, o ricoveri per animali d'interesse zootecnico non presenti in anagrafe.
  • Controlli detenzione animali d’affezione.
  • Controllo animali (domestici e selvatici) in zone disagiate o in alpeggio.

Ma ATS Brianza ha pensato ad ulteriori sviluppi attraverso lo sviluppo di due droni prototipo con tecnologia avanzata non ancora disponibili sul mercato che permetteranno, con il primo prototipo, la raccolta di campioni di acque superficiali in bacini interni lacustri e l’effettuazione automatica di tutti i rilievi ambientali e strumentali nel punto di prelievo e, con l’altro prototipo, la rilevazione della presenza di fibre di amianto affioranti da materiali realizzati in cemento amianto e del loro stato di degrado.

“Abbiamo già effettuato un capitolato speciale d’appalto– evidenzia il dr. Carmelo Scarcella – che prevede la progettazione e fornitura di un sistema collaudato e pronto all’uso, costituito da UAV (droni) a pilotaggio remoto; nello specifico due droni con attrezzatura specifica che consentano il prelievo di campioni di acqua per la definizione dei parametri microbiologici e per il monitoraggio dei cianobatteri tossici ed effettuazione di rilievi strumentali ambientali, finalizzati a valutare l’idoneità alla balneazione e, per l’altra tipologia di drone, la caratterizzazione delle fibre di amianto e valutazione della friabilità, mediante evidenziazione fotografica di affioramento delle fibre dalla matrice cementizia, per la verifica dello stato di degrado dei materiali e la valutazione del rischio di rilascio di fibre nell’ambiente”.

Il progetto, che ha ricevuto l’approvazione di Regione Lombardia ed il finanziamento di 700.000 € con fondi del Piano nazionale per gli investimenti complementari al PNRR, definisce la realizzazione e collaudo di un prototipo entro 6 mesi e la consegna dei droni definitivi collaudati entro il 31/12/2026. Sono pervenute 4 candidature, di cui 3 ammesse e nelle prossime settimane si procederà con l’apertura delle offerte tecniche, assegnazione e avvio della progettazione.

 

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